Analisi del circuito
Il tracciato misura 3,835 km e presenta 12 curve, con un mix che alterna allunghi e settori guidati.
La gara MotoGP è prevista su 31 giri per quasi 119km totali: distanza abbastanza lunga da premiare gestione gomma e costanza, non solo lo spunto sul giro secco.
Con rettilinei e staccate, conta la stabilità in frenata e la capacità di “girare” la moto senza perdere velocità d’ingresso. Nei tratti lenti, la differenza la fa la trazione: chi scarica bene i cavalli limita pattinamento e temperature.
A marzo, in chiave climatologica, si può trovare caldo umido e piogge: il grip può cambiare rapidamente tra una sessione e l’altra.
Focus piloti e team
L’inizio 2026 ha già dato un segnale: Aprilia è partita forte e Marco Bezzecchi ha vinto in Thailandia, mentre Pedro Acosta guida la classifica dopo il primo round.
Questo mette pressione a Ducati, che arriva a Goiânia con l’obiettivo di alzare subito il livello gara e ridurre l’usura gomme nei long run.
Acosta, invece, sta dimostrando di saper unire aggressività e punti pesanti: in un weekend “corto” è un profilo da top result anche senza dominare ogni sessione.
Occhio anche a Raul Fernandez e Jorge Martin: i primi segnali li vogliono già vicini al gruppo di testa e potenzialmente da podio se la gomma regge fino in fondo.
Per Yamaha e Honda, la chiave è limitare i danni sul passo: su una pista nuova per molti, una finestra di setup stretta può costare posizioni in qualifica e nei primi giri.
Focus Marco Bezzecchi – Passo e gestione dell’usura
Bezzecchi arriva con fiducia: ha già dimostrato di saper costruire il ritmo e controllare la gara senza strafare.
Il suo punto forte è l’equilibrio tra ingresso e uscita curva: se il circuito “mangia” la posteriore, servono polso sul gas e linee pulite. In Thailandia il tema tyre wear è stato centrale, e chi l’ha gestito meglio ha fatto la differenza.
Su un tracciato con rettilinei e frenate, sarà importante anche proteggere l’anteriore: carichi e temperature possono salire, soprattutto nel traffico. Se Aprilia conferma trazione e stabilità, Bezzecchi resta una scelta naturale per i mercati alti.
Che gara ci aspettiamo
Goiânia è un ritorno atteso e, per molti, è una pista da “scoprire” in chiave MotoGP: l’evoluzione del grip tra venerdì e domenica può spostare valori.
Con Sprint il sabato, la gestione del rischio è doppia: punti il sabato, ma senza compromettere la domenica con cadute o penalità. I primi giri saranno caldi: chi parte davanti può imporre il ritmo e scegliere le traiettorie, chi parte dietro consuma gomme e tempo.
Mi aspetto una gara a fasi: attacco iniziale, controllo centrale per non “cuocere” la posteriore, spinta finale se resta gomma. Se entrano variabili meteo (pioggia/umido), la finestra di scelta gomme e la sensibilità sul gas diventano decisive, ma al momento parliamo solo di possibilità climatologiche.
I nostri pronostici per il Gran Premio
Vincente: Marco Bezzecchi – Arriva da una vittoria pesante e con una Aprilia che, nei primi segnali 2026, ha mostrato ritmo e solidità. Su una pista che alterna veloce e tecnico, la sua capacità di gestire l’usura può pagare sulla distanza. Confidenza: media
Podio: Pedro Acosta – È il leader del Mondiale dopo il round inaugurale e sta capitalizzando bene anche nei weekend con Sprint. Se resta nel gruppo di testa senza stressare troppo la posteriore nei primi giri, il podio è un obiettivo realistico. Confidenza: media
Testa a testa / Totale punti: Meglio Marco Bezzecchi o Francesco Bagnaia? → Bezzecchi — Momentum e fiducia oggi stanno dalla parte dell’Aprilia, mentre Ducati deve ancora trovare continuità gara al livello atteso. In un circuito nuovo/di ritorno, partire subito “in finestra” con setup e gomme pesa più del nome sulla carena. — Confidenza: alta